Sassari, Candeliere del Gremio dei Falegnami spezzato: raccolte le risorse per costruire un nuovo cero

«Quel cero spezzato è patrimonio di tutta la nostra comunità, così come i Candelieri appartengono alla nostra identità collettiva e la Faradda è il momento in cui la città esprime pienamente il proprio spirito e il proprio modo di porsi, tra sacro e profano, tra festa e fede, ma sempre con fiducia e speranza». Quella considerazione fatta dal sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia all’indomani dell’incidente occorso al Candeliere dei Falegnami, spezzatosi alla base lo scorso 14 agosto, quando la discesa era ormai completata e da corso Vico si iniziava a intravedere Santa Maria in Betlem, è la sintesi di tutto ciò che è avvenuto da quel momento in poi.
Una gara di solidarietà che ha coinvolto anzitutto il Gremio dei Falegnami e l’intera comunità dell’Integremio, poi il Comune di Sassari a nome di tutte le sassaresi e tutti i sassaresi, la Camera di Commercio in rappresentanza di quel sistema produttivo che trae origine dalle antiche corporazioni professionali che costituirono i gremi stessi, la Fondazione di Sardegna come promotore di sviluppo socio-economico a livello isolano e i tre Rotary Club di Sassari come espressione di quello spirito filantropico che da sempre ha caratterizzato la borghesia cittadina.

Oggi, nella sala consiliare di Palazzo Ducale, è stato raccontato il percorso che ha permesso di raccogliere le risorse finanziarie per costruire un nuovo cero, affidando la realizzazione alla Falegnameria Bussu di Sassari, e per restaurare a fini museali quello spezzato, di cui si occuperà la Soprintendenza. Uno sforzo finanziario considerevole, al quale potranno contribuire ancora le singole cittadine e i singoli cittadini attraverso un crowdfunding che sarà attivato dal gremio dei Falegnami.

Assieme al sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, all’assessora alla Cultura, Nicoletta Puggioni, a Francesco Carta del gremio dei Falegnami e al presidente dell’Integremio, Fabio Madau, sono intervenuti Piero Murenu per la Camera di Commercio, Paolo Castiglia per i Rotary Club cittadini, Gianna Saba e Alessandra Carrieri per la Soprintendenza e Salvatore Bussu per la Falegnameria Bussu. A battezzare simbolicamente l’operazione è intervenuto anche padre Salvatore, il guardiano di Santa Maria in Betlem, il luogo in cui ogni 14 agosto si rinnova il voto ultrasecolare fatto da Sassari all’Assunta.

«Qualche anno fa un incidente simile era capitato al cero dei Contadini, che si ruppe ma senza spezzarsi e senza produrre lo scalpore collettivo che abbiamo vissuto lo scorso anno», è stato detto nel corso della conferenza stampa di oggi. «In quell’occasione Comune di Sassari, Fondazione di Sardegna e Camera di Commercio contribuirono al restauro di un bene che è patrimonio non solo di Sassari, ma dell’umanità, come certifica l’Unesco», è proseguito il racconto. «Ecco perché anche a questo giro gremio di Falegnami e Intergremio hanno deciso di coinvolgere gli stessi soggetti e di riproporre lo stesso schema», si è rimarcato.

«Trattandosi in questo caso di una spesa superiore, abbiamo accolto volentieri la disponibilità dei tre Rotary Club cittadini, che dedicheranno una delle loro prossime iniziative alla raccolta di fondi ad hoc», ha spiegato il presidente dell’Intergremio, Fabio Madau. «Ma per restaurare quello vecchio, per poi valutare dove custodirlo ed esporlo, c’è bisogno di un altro piccolo sforzo e intendiamo attraverso una raccolta fondi coinvolgere tutte le persone che hanno manifestato la volontà di fare la propria parte», ha aggiunto Francesco Carta a nome dei Falegnami. Anche perché «la Soprintendenza si è unità a questa gara di solidarietà e realizzerà il restauro – ha aggiunto – con prodotti e macchinari dai costi considerevoli».

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